Accellica Nord – EE

Domenica 5 novembre 2017

M.te Accellica (vetta nord) – m. 1.660 – EE


Serra del Lacerone – Varco Colle Finestra – Dorsale – Vetta Nord.

durata ascesa 3,30 – distanza Km.7,5 – dislivello m.900.

Di certo la cima dell’Accellica non è tra le più frequentate dei Picentini: meglio così! Le altre vette del gruppo montuoso (ad esclusione del Mai) sono relativamente più facili da raggiungere, avendo almeno un sentiero più breve ed agevole che ne consente l’ascesa. Ma l’Acellica no. Lei è solo per una ristretta élite di appassionati o comunque per camminatori allenati. Eppure la quarta cima dei Picentini è alta solo 1660m…
Ci sono diverse possibilità per affrontare la risalita, ma nessuna che sia anche lontanamente ‘turistica’, come suol dirsi in gergo escursionistico, o “tranquilla” come direbbe qualcun’altro.
Eppure di tranquillità nel profondo dei boschi e sulla vertiginosa cresta ce n’è tanta, e il silenzio è rotto solo dal continuo scrosciare delle acque dei torrenti che scorrono nelle buie e umide faggete sotto le pendici, dal sibilo del vento che accarezza le rocce sommitali, un soffio che talvolta trasporta lontano gli acuti richiami dei rapaci.

Acellica è un microcosmo tutto da scoprire, con l’infinità di luoghi e creature da sogno che si celano tra i suoi boschi.
Come fosse un’enorme vacca sacra distesa, dai cui capezzoli (“ninni”) scende il latte che dà la vita, la montagna è solcata da innumerevoli canaloni da cui sgorgano le acque che confluiscono nel Calore, nel Sabato e nel Picentino, i tre fiumi principali le cui sorgenti sono giusto ai piedi dell’Accellica e le cui acque arrivano in centinaia di migliaia di case.

Il nome della montagna, più anticamente e ancora oggi dialettalmente ‘A Celeca, ‘A Celica, Celica, Celicone, Acellica (Accellica sulle IGM del ‘900 per erronea fusione dell’art. indet. con il nome) dovrebbe significare “Luogo degli Dei”, e l’etimologia sarebbe da collegare al lat., ma con dubbi sugli esiti linguistici. Diverse altre interpretazioni ed etimologie sono state proposte, così come per il gobbone più settentrinale della cresta dell’Accellica Sud, che è detta Pettienessa.
La vista del ‘Varco del Paradiso’ seminascosto tra le nuvole, evoca effettivamente visioni oniriche, luoghi celestiali, magici, incantati o per l’appunto divini: questo toponimo (non indicato sulle carte IGM) relativamente recente (fine ‘800?) nonchè assai affascinante indica il pauroso baratro che separa i due tronconi principali della montagna, al cui centro svetta il Ninno o Nenne (‘poppante’ opp. ‘capezzolo’), un’appuntita guglia piramidale che dà all’Acellica la sua riconoscibilissima forma, oltre che un’aria imperiosa, quasi minacciosa e, qui al sud, insolitamente ‘dolomitica’.

Si diceva prima delle emozioni che questo gigante può donare: chi ama le montagne sentirà la voce di questa vecchia signora, quasi una enorme janara, capace di stregare con le sue magie ed i mille travestimenti che la fanno apparire come una giovane ammaliante, seducente e all’apparenza “facile”.
Ma in realtà conquistarla non è cosa da poco: però a chi sa vedere e ascoltare i segnali che la natura ci manda, la giornata in compagnia di questa meraviglia resta dentro per tutta la vita. E le energie che si consumano, i dubbi e le paure che possono nascere, il sudore che scorre copioso e le eventuali vesciche sotto i piedi, quelle si dimenticano subito, mentre resteranno delle sensazioni d’indescrivibile soddisfazione, di piacere allo stato più puro e atavico, per quest’intima comunione con la Terra Madre, per l’immane entusiasmo che la montagna e gli smisurati boschi che la circondano possono suscitare. Per essere riusciti a restare un pò sulla groppa del gigante selvatico ed averlo in un certo senso ‘domato’.
Ci sono tanti posti dove ci si può dimenticare d’ogni cosa e provare felicità… Ma poi si ritorna alla vita di tutti i giorni…
Dopo essere stati sull’Accellica, invece, ti porti sempre dietro qualcosa di lei, sia essa terra, energia, ricordi, pensieri, parole, panorami, odori, suoni, foto, a seconda della sensibilità personale e degli interessi di ognuno. E per tutto l’anno pensi a quando la rivedrai, quasi come fosse una fidanzata da cui ci si è dovuti forzatamente separare.

appunti di Francesco Raffaele – per coloro che vogliono approfondire http://www.francescoraffaele.com/escursioni/Accellica.htm#ALTO

 



I soci e i non soci dovranno prenotare obbligatoriamente inviando una mail entro le ore 12:00 di sabato 4 novembre su info@ulyxes.it.

I non soci dovranno inviare tutta la documentazione come da regolamento (Qui).

Assolutamente sconsigliato a coloro che soffrono di vertigini.


L’appuntamento per soci peninsulari è previsto al bar “La Siesta” in Sant’Agnello alle ore 7:00, per gli altri che provengono da fuori penisola sorrentina fissiamo un appuntamento all’uscita di Serino (AV) – (qui) Autostrada del mediterraneo A2 alle ore 8:30.

Ricordiamo sempre che le nostre escursioni prevedono dei tratti in pendenza e/o con tracciati sterrati, quindi munitevi sempre di scarpe adeguate da escursionismo con suole antisdrucciolo, abbigliamento a strati, altrimenti saremo costretti a farvi rinunciare alla escursione stessa.

La colazione è a sacco.

Il rientro è previsto nel tardo pomeriggio.


La partecipazione alle escursioni è aperta ai soci ed, eccezionalmente, anche ai non soci e simpatizzanti. La copertura assicurativa, in caso di infortunio riguarda SOLO i soci in regola con il versamento della quota sociale. Le escursioni ULYXES, coerentemente con la loro natura, pongono i partecipanti di fronte ai rischi ed ai pericoli inerenti la pratica dell’escursionismo in montagna. I partecipanti, pertanto, iscrivendosi alle escursioni giornaliere accettano tali rischi e sollevano l’associazione ULYXES, gli organizzatori e i collaboratori delle predette escursioni da qualsiasi tipo di responsabilità per incidenti ed infortuni che si dovessero verificare durante l’escursione. L’escursione potrà essere rinviata per motivi legati alle cattive condizioni meteorologiche, previo avviso su questo stesso sito.