Camminapenisola – 7a tappa

I rioni di Angora e il Vallone Croce

“…E vi sono anche gole nelle colline e belle passeggiate quando si sale al di sopra della rete di strette stradine incassate fra alti muri e fra le quali è molto difficile trovare il proprio sentiero…”

(Francis Marion Crawford 1894)


Nel settimo appuntamento di Camminapenisola vogliamo completare l’esplorazione della Planities sorrentina, passeggiando per i borghi collinari del terziere di Angora. Con questo toponimo, infatti, nei secoli scorsi, era individuata la striscia di territorio tufaceo compresa fra la collina calcarea di Sottomonte, gli strapiombi della Marecoccola e i valloni di San Giuseppe e Croce, che la divide con il territorio di Piano di Sorrento. Infatti i rioni di Angri, Cappuccini, Maiano, Trasaelle e Fontanelle si divisero amministrativamente da Piano nel 1866 per costituire comune a se.

Partiremo dal borgo dei cretari di Forma (oggi Maiano), passeggiando fra Via Maianiello, Via Maiano, Via Maiano Vecchia e Via Occulto. Qui, in una zona ricca di acque (Forma, Formiello indicavano in latino gli acquedotti), fra palazzi di sicuro interesse architettonico e cappelle antiche, vi erano e vi sono ancora le fornaci per la fabbricazione dei mattoni di creta per l’edilizia.

Qui si trova una delle torri di difesa del territorio, diventata famosa nel 1648 per essere stata il quartier generale di Giovanni Grillo. Terminato il periodo di rivolta del Masaniello, i francesi con Enrico di Lorena. Duca di Guisa, tentarono di contendere agli spagnoli il Regno di Napoli. In Penisola Sorrentina fu inviato l’astuto e conoscitore del territorio Giovanni Grillo, a capo di un manipolo di fedelissimi, per fomentare la rivolta contro gli spagnoli facendo leva sul malcontento dei casali del Piano, Sorrento e Massa contro il potere costituito dell’aristocrazia sorrentina del centro fortificato. L’assedio a Sorrento, (comunque via mare gli spagnoli riuscirono in più occasioni a rifornire di viveri, munizioni e soldati gli assediati), non fu dalle evidenze storiche molto cruento, anche per l’intercessione del vescovo di Sorrento, più che di Sant’Antonino, ritratto nel quadro di Giacomo del Po nella Basilica di Sorrento a scompaginare le orde degli assedianti del Grillo a difesa della sua Sorrento. Terminata la rivolta a Napoli, infatti, dopo sei mesi di scaramucce e assedio, anche i rivoltosi indigeni della penisola abbandonarono il Grillo, a cui non bastò la fuga a Positano attraverso la via dello Scaricatoio per avere salva la vita.

Alle spalle della torre, percorreremo Via Armieri, non per coincidenza il toponimo rievoca le vicende belliche, avvicinandoci al vallone Croce che attraverseremo tramite Via Ferrella. Il Vallone Croce è stato, purtroppo, riempito lungo le attuali Via Balsamo e Via dei Pini, scarica le residue acque non sfruttate nel Golfo del Pecoriello, sotto la villa dello scrittore americano Francis Marion Crawford. Nella parte alta il vallone è ancora ricco di acque e vegetazione e ne risaliremo la sinistra orografica seguendo Via Cepano, che intersecando le moderne carrabili, ci consentirà di risalire dritti ai Cuonti (le alte pertiche e reti per la cattura delle quaglie e altri volatili che nella zona alta collinare passavano sulle rotte migratorie) di Fontanelle (ennesimo richiamo all’abbondanza di acque nella zona alta del vallone Croce).

Dopo avere curiosato nel dedalo di viuzze del rione più alto, ridiscenderemo da Via Passarano e Via Trasaella all’omonimo rione ai piedi del Piccolo Sant’Angelo (Piccolo non Picco, in contrapposizione al Grande Sant’Angelo a Tre Pizzi), dove è interessante la chiesa parrocchiale di Santa Maria delle Grazie. Chiuderemo l’anello costeggiando Sottomonte attraverso Via Tordara e Via San Martino.


Informazioni di Riepilogo:

Lunghezza 6 km.;

Dislivello 300 m.;

Durata 3 h.;

Difficoltà T.

L’appuntamento è in Piazza Matteotti a Sant’Agnello, sabato 27 maggio 2023 alle ore 16.00.


La partecipazione alle escursioni è aperta a tutti i soci FIE ed, eccezionalmente, anche ai non soci e simpatizzanti utilizzando la polizza temporanea giornaliera compilando il modulo scaricabile qui, comunicando entro giovedì sera le proprie generalità e codice fiscale e una quota occasionale di € 5,00.

La copertura assicurativa, in caso di infortunio riguarda SOLO i soci in regola con il versamento della quota sociale.

Ricordiamo sempre che le nostre escursioni prevedono dei tratti in pendenza e/o con tracciati sterrati, quindi munitevi sempre di scarpe adeguate da escursionismo con suole antisdrucciolo e possibilmente in goretex, abbigliamento a strati (con ricambio), altrimenti saremo costretti a farvi rinunciare alla escursione stessa.

Per garantire il rispetto degli altri partecipanti e delle tempistiche non sarà tollerato ritardo; Durante l’escursione è doveroso mantenere un comportamento rispettoso dell’ambiente e degli altri partecipanti;

Le escursioni ULYXES, coerentemente con la loro natura, pongono i partecipanti di fronte ai rischi ed ai pericoli inerenti la pratica dell’escursionismo in montagna. I partecipanti, pertanto, iscrivendosi alle escursioni giornaliere accettano tali rischi e sollevano l’associazione ULYXES, gli organizzatori e i collaboratori delle predette escursioni da qualsiasi tipo di responsabilità per incidenti ed infortuni che si dovessero verificare durante l’escursione.

L’escursione potrà essere rinviata per motivi legati alle cattive condizioni meteorologiche, previo avviso su questo stesso sito.

Maiori e dintorni

Domenica 16 ottobre 2011

escursione in costiera amalfitana

Vallone Vecite – Colle Pascullo – Ponticchio – rovine Castello di S.Nicola di Thoroplano – Maiori – Abbazia S.Maria de Olearia.

Partenza alle ore 8:00 dal Bar “La Siesta” in Sant’Agnello, quindi per il caffè anticipatevi un quarto d’ora prima, colazione a sacco e rientro nel pomeriggio.

L’escursione prevede un primo tratto in sentiero sterrato di circa 2 ore con dislivello di 450-500 mt. seguita poi dai classici gradoni che si intersecano tra i villaggi della costiera amalfitana.

Il Castello sorge sulla cima del colle che Maiori. E’ una antica costruzione,ma più che castello era una rocca, una fortezza utilizzata come rifugio in caso di attacco dal mare da parte dei saraceni. Prende il nome di “Thoro plano” da un colle, un’altura dal rilievo dolce (appunto thoro plano).

 

Storicamente la costruzione fu iniziata nel IX secolo dopo che Sicario ebbe devastato e saccheggiato la Costa D’Amalfi. La rocca fù sviluppata intorno ad un’antica chiesa dedicata a S. Nicola de Thoro-Plano. Successivamente venne rimaneggiata con restauro e ampliamento, dai duchi Piccolomini,che nel 1461 furono nominati da Ferdinando I d’Aragona feudatari del Ducato di Amalfi. L’interno è provvisto si caserme e ricoveri, utilizzati per ospitare numerosi soldati e centinaia di abitanti di Maiori che qui si rifugiavano per scampare agli attacchi. La presenza di magazzini e cisterne nonchè di una sorgente assicurava la sussistenza e la resistenza per molti giorni. La rocca attualmente conserva ancora la forma originaria, con un perimetro poligonale rettangolo che si sviluppa per circa 550 metri. Le mura sono munite di feritoie e si estendono tra nove torri cilindriche alte circa otto metri e con un diametro di cinque metri. Il castello include una superficie di ca. 7500 m².

Santa Maria de Olearia è un antichissimo insediamento rupestre risalente al X secolo, interamente ricavato nella roccia, ampliato progressivamente fino a divenire un Monastero. Strutturato in tre cappelle sovrapposte, al livello più basso troviamo la più antica delle cappelle, nota come “Cappella delle Catacombe” o Cripta. Sul muro orientale dell’anticamera della Cripta ci sono gli affreschi meglio conservati dell’intero complesso di Santa Maria de Olearia: si tratta della “Vergine coi Santi”. A destra della Vergine un Santo barbuto che indossa una tunica bianca, con clavi rosse ed un mantello giallo; a sinistra un Santo in armi.Proseguendo nella Cripta si osservano “Tre figure con aureola”, le cui teste, purtroppo, sono state rimosse.

Le immagini, forse, sono di Cristo con ai lati San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista. L’abside centrale della Cripta presenta un Cristo in piedi, vestito di tunica bianca e mantello d’oro. Ai lati due angeli in abiti bizantini. Una rampa di scale porta dalla Cripta ad una terrazza antistante la “Cappella Principale”. La “Cappella Principale” è costituita da un ambiente con volta a croce e spazi secondari con volta a botte. La volta a croce presenta una cornice centrale in cui, probabilmente, vi era un’immagine di Cristo. Sono raffigurate nella cappella: “L’Annunciazione”, “La Visitazione”, “L’Adorazione dei Re Magi”, “Il primo bagnetto di Gesù con due levatrici” ed altre scene della vita di Gesù, fino alla Crocifissione.

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