Vallone dell’Inferno – E

domenica 10 giugno 2012

Valle Orsara – Pianoro delle Grassete – Valle dell’Inferno

La Valle dell’Inferno, segnavia CAI 14B, si raggiunge dopo aver attraversato la Valle Orsara ed il piano delle Grassete (795) con un’agevole passeggiata di circa un’ora. Per proseguire lungo la Valle dell’Inferno è necessario attraversare il piano e, tenendosi sul lato sinistro proprio in corrispondenza di una siepe (v. foto), seguire il tratto che volge verso NE. Da questostesso punto, imboccando il  sentiero verso E, si può raggiungere  il Monte Le Grassete lungo il sentiero CAI 14E.

Si percorre un primo tratto nel bosco fino ad incontrare un fontanile utilizzato come abbeveratoio per il bestiame al pascolo. Dopo circa 500 m, superato un cancello in legno ed una briglia in cemento, comincia la Valle dell’Inferno s.s., un profondo canyon lungo circa 2 km. Il sentiero prosegue lungo il ciottoloso letto del torrente tra le strette pareti in roccia. Alcune grotte ed un cono di detrito stabilizzato arricchiscono il paesaggio che si fa ancora più suggestivo procedendo verso valle, dove le pareti rocciose sembrano congiungersi.

Poco più avanti la valle si allarga nuovamente. Qui il sentiero è poco evidente ed attraversa un fitto bosco. Il procedere può risultare difficoltoso per la presenza di tronchi caduti al suolo e la quasi totale mancanza di segnaletica. Per non perdere l’orientamento si consiglia di procedere parallelamente al letto del torrente. Superare una seconda grande briglia in cemento tenendosi sul lato destro.

Poco più in basso si percorre un tratto molto suggestivo dove le pareti sembrano congiungersi, le cosiddette ”pintime jonte”, ovvero pareti unite. Qui nidificano gli ultimi esemplari di aquila reale della zona.

Il sentiero procede sul letto del fiume tra grossi massi. In questo tratto, ad eccezione dell’estate durante la quale il fiume è in secca, è necessario guadare il fiume diverse volte per procedere e raggiungere la meta presso la sorgente dell’Acqua Ricciuta, in un ambiente solitario e selvaggio. Per le caratteristiche appena descritte, quest’ultimo tratto del sentiero è consigliato solo ad escursionisti esperti.

 

L’appuntamento come di consueto è davanti al bar “La Siesta” in Sant’Agnello alle ore 7:30.

Munirsi di colazione a sacco e abbigliamento adeguato (anche qualcosa per il bagno non si sa mai) come scarpe antisdrucciolo e a “cipolla”!

il rientro è previsto nel tardo pomeriggio.

san gregorio matese

le foto dell’edizione precedente

La partecipazione all’escursioni naturalistiche è libera priva da ogni forma di imposizione e l’adesione alle escursioni viene data in uno stato di totale coscienza da parte del partecipante. L’associazione e gli organizzatori delle escursioni sono esonerati da qualsiasi tipo di responsabilità in quanto ogni eventuale danno alla persona od a cose occorse nella effettuazione dell’escursione deve intendersi coperta dal consenso dato dal partecipante che ne assume tutta la responsabilità della sua partecipazione e presenza all’escursione naturalistica. Ogni escursione può essere modificata o soppressa da parte dell’associazione per motivi organizzativi o meteorologici.

 

Natura in Festa… – E

domenica 13 maggio 2012

Circuito di Punta Campanella

Andiamo a visitare uno dei santuari naturalistici più belli al mondo…!!!

Questa escursione ci farà ammirare tutta l’esplosione primaverile della macchia mediterranea, con colori, forme, profumi e sensazioni uniche, da poter vivere e portare a casa solo esclusivamente attraverso la vostra macchina fotografica. Avremo la possibilità di scorgere nella macchia una quantità enorme di fiori e piante tra cui: briza maxima, ginestre, cisto, trifoglio, erica, euforbia, cicerchia, mirto, phyllirea, rosmarino, stracciabraghe, vicia;  per non parlare poi delle tantissime specie di orchidee selvatiche presenti sul territorio costiero.

MACCHIA MEDITERRANEA: è un’associazione vegetale tipica delle regioni costiere mediterranee caratterizzate da clima mediterraneo. E’ una boscaglia fitta ed impenetrabile costituita da arbusti sempreverdi con foglie rigide, dure e coriacee. Spesso la vegetazione della “macchia” è resa più densa e compatta dalla presenza di piante rampicanti. (dal termine “macchia” deriva l’espressione : ” darsi alla macchia” = “di persona che si nasconde in luogo selvoso e poco accessibile” A. Gabrielli).
Il circuito presenta 7 Km. di lunghezza e circa 450 mt. di dislivello, si partirà da Termini risaliremo il Monte S.Costanzo e proseguendo sul crinale raggiungeremo Punta Campanella, dove alcuni potranno godere del primo bagno stagionale.

L’appuntamento come al solito è al Bar La Siesta a Sant’Agnello per le ore 8:00 oppure in piazza a Termini alle 9:00.

La colazione è a sacco, o chi vuole può tornare a casa per pranzo. Munirsi di acqua, cappellino, creme solari e costumino. Attrezzarsi con scarpe antisdrucciolo (sui sassi si scivola!).

La partecipazione all’escursioni naturalistiche è libera priva da ogni forma di imposizione e l’adesione alle escursioni viene data in uno stato di totale coscienza da parte del partecipante. L’associazione e gli organizzatori delle escursioni sono esonerati da qualsiasi tipo di responsabilità in quanto ogni eventuale danno alla persona od a cose occorse nella effettuazione dell’escursione deve intendersi coperta dal consenso dato dal partecipante che ne assume tutta la responsabilità della sua partecipazione e presenza all’escursione naturalistica. Ogni escursione può essere modificata o soppressa da parte dell’associazione per motivi organizzativi o meteorologici.


Pellegrinaggio al Convento di San Nicola – Minori – E

martedi 1 maggio 2012

Circuito del Vallone Sambuco: Minori, Torello, Ravello, Lacco, Sambuco, convento di S.Nicola, S.Gineto, Parrella, Minori.

In occasione dei festeggiamenti a San Nicola, effettueremo questa splendida escursione che raggiungerà l’apice con lo spettacolo antropologico che si svolgerà sul colle che sovrasta Minori.

Sull’altura dei monti di Forcella giace il profanato convento di San Nicola, un tempo di frati agostiniani eremitani. Vedesi situato su di un vertice sporgente di una deliziosa collina, sovente bersagliato da’ fulmini all’infuriar della tempesta. Quivi abita la calma, la solitudine ed un profondo silenzio. La serenità di quel cielo ridente, l’aria salubre che vi si respira, quel romitorio posto sull’erto pendio e coronato intorno intorno di verdeggianti colli, inspirano una grata energia al cuore, e tutto invita trattenersi in si ameno soggiorno.

Da quel vertice si scopre, come in un amplissimo quadro, il limpido e cristallino mar Tirreno, solcato da candide vele e barchette di pescatori. Di là osservarsi il torreggiante Falezio, dominatore della sottostante contrada di Maiori, ed il promontorio di Capo d’orso tanto spaventevole e pericoloso ai naviganti. Ad un girar del guardo vedesi giù e su una disuguaglianza di colli, vestiti di elci, castagne, quercie ed arbusti, che in lunga catena si protendono e si congiungono al nord colla giogaia finitima di Tramonti e di Ravello.”

Scrive Matteo Camera nella sua opera “Memorie storico-diplomatiche dell’antica città e ducato di Amalfi” pubblicata nel 1881.

In quel luogo esisteva già a partire dal I secolo a.C. un minimo insediamento che poi portò alla fondazione di Minori. Intorno all’anno mille, sempre sul colle e nei dintorni, esistevano ben quattro chiese, cui si aggiunse un secolo dopo quella di San Nicola, voluta da marinai e pescatori di Minori per onorare il santo di Bari e di Mira e che dovette costituire un valido punto di riferimento sia geografico che naturale cui rivolgere il cuore e la mente.

Fino al XVII secolo si alternarono per la chiesa di San Nicola periodi di abbandono e momenti di grande sensibilità . Una nuova ed energica ansia spirituale mosse il vescovo di Minori Tommaso Brancolino a chiamare nel territorio della sua diocesi i frati agostiniani ed il 1° aprile del 1628 furono a questi consegnate le chiavi della chiesa collinare e subito iniziarono i lavori per edificare il convento grazie alle generose e continue donazioni del popolo minorese. Nel 1638 i lavori erano conclusi e cinque frati agostiniani si stabilirono nel convento.

Ma dopo solo 28 anni la vita e l’attività del convento ebbero fine: in primis il convento venne soppresso in virtù della bolla “Instaurandae” del papa Innocenzo X del 1652 che decideva la riorganizzazione conventuale e poi per l’epidemia di peste del 1656 che colpì tutto il Regno di Napoli. La popolazione minorese scese da mille a poco più di cento persone. Per il convento di San Nicola cominciò il declino e l’abbandono: prima cessò la vita cenobitica poi furono venduti i beni appartenenti al convento dalla curia minorese e non furono più assicurate opere di manutenzione. Vennero sul convento nel ‘700 alcuni eremiti che trovarono su questo colle non soltanto solitudine e silenzio, ma anche da sostenersi coltivando le terre e gli orti abbandonati.

Fino al 1798 e i conseguenti provvedimenti napoleonici, la chiesa e il convento resistettero alle intemperie grazie all’impegno di custodia dei vari eremiti succedutesi fino ad allora. Nell’ottocento e per metà del secolo scorso a San Nicola ci fu veramente solo silenzio, solo il passaggio di qualche avventuroso viaggiatore di montagna. Poi cominciarono i pastori con le greggi e i boscaioli a ritornare a frequentare per lavoro il colle di San Nicola, le pecore e le capri presero a ricoverarsi nella chiesa e tra i resti del convento. Poi man mano risalirono anche i fedeli, il sentiero fu di nuovo reso agibile e nuovi fermenti cominciarono a spuntare. Nel 1980 sorse il “Comitato per la ricostruzione di San Nicola”, fu ricostruita la chiesa e si mise mano alla ristrutturazione del convento che continua, malgrado incomprensioni e rallentamenti vari, ancora oggi.

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L’appuntamento per questa escursione è previsto alle ore 7:30 al bar “La Siesta” di S.Agnello.

E’ consigliata la colazione a sacco e un abbigliamento cosiddetto “a cipolla“. Viste le previsioni si consiglia di munirsi di acqua per un consumo personale, cappellino e crema solare.

Il rientro è previsto per il tardo pomeriggio.

La partecipazione all’escursioni naturalistiche è libera priva da ogni forma di imposizione e l’adesione alle escursioni viene data in uno stato di totale coscienza da parte del partecipante. L’associazione e gli organizzatori delle escursioni sono esonerati da qualsiasi tipo di responsabilità in quanto ogni eventuale danno alla persona od a cose occorse nella effettuazione dell’escursione deve intendersi coperta dal consenso dato dal partecipante che ne assume tutta la responsabilità della sua partecipazione e presenza all’escursione naturalistica. Ogni escursione può essere modificata o soppressa da parte dell’associazione per motivi organizzativi o meteorologici.