Monte Cervialto – Lago Laceno – EEA

Domenica 5 febbraio 2012

Escursione sulla neve dei Monti Picentini insieme ai Lerka Minerka.

Questa volta ci divertiremo “trekkando” sulla neve utilizzando le ciaspole.

L’appuntamento è previsto per le ore 7:00 al bar “La Siesta”, dove si partirà subito per raggiungere i nostri amici alla Chiesa di S. Francesco a Folloni (Bivio Bagnoli Irpino) ore 9.00.

E’ inutile dirvi che c’è bisogno di abbigliamento da neve, con ricambio completo da lasciare in auto, avremo la possibilità di affittare le ciaspole in loco.

La colazione è a sacco, e il rientro è previsto in serata.

Comunque tenetevi sempre in contatto con l’organizzazione fino a sabato sera, per eventuali aggiornamenti.

Queste sono le foto di Giulio Martino dello scorso anno.

La partecipazione all’escursioni naturalistiche è libera priva da ogni forma di imposizione e l’adesione alle escursioni viene data in uno stato di totale coscienza da parte del partecipante. L’associazione e gli organizzatori delle escursioni sono esonerati da qualsiasi tipo di responsabilità in quanto ogni eventuale danno alla persona od a cose occorse nella effettuazione dell’escursione deve intendersi coperta dal consenso dato dal partecipante che ne assume tutta la responsabilità della sua partecipazione e presenza all’escursione naturalistica. Ogni escursione può essere modificata o soppressa da parte dell’associazione per motivi organizzativi o meteorologici.

 

 

 

Escursione al Monte Somma – EE

Domenica 30 ottobre 2011

Appuntamento davanti al Bar “La Siesta” alle ore 7:15

Il sentiero n°3, del Parco del Vesuvio, tra corvi e poiane con la testa tra le nuvole, ma non troppo! In cima all’antico e scosceso cratere nel rispetto della natura e della tradizione, conduce in vetta al Monte Somma, precisamente su Punta Nasone (m.1.131 slm.), ha inizio ad Ercolano, dalla cosiddetta strada del Vesuvio (via Contrada Osservatorio).

Altro varco, di più facile accesso, è quello che, a quota m. 792 e a circa sei chilometri dall’ingresso ufficiale, imbocca il sentiero proveniente da S.Maria a Castello, nel comune di Somma.

Il sentiero che però vi illustrerò è quello che segue il tracciato canonico, quello ad anello e che parte dal comune di Ercolano. I circa 900 m. di strada “attrezzata” hanno di bello il fatto che a maggio vi si è accolti dalle timide ma tenaci orchidee vesuviane, dal muscari e dal gigaro; a giugno invece il giglio di S.Giovanni rimarca con la tradizione il cambio stagionale.

A quota 719, si giunge a un primo bivio, sulla destra, dove incominceremo la salita verso i Cognoli di Giacca, prima elevazione che ci condurrà, attraverso i Cognoli di Trocchia e quelli di S.Anastasia, fin su, verso il profilo d’indiano del Nasone. Sulla sinistra si scorge inoltre una scalinata che porta sul sentiero denominato della Castelluccia o delle capre, attualmente impraticabile per la folta vegetazione e che scende fino ai 300 metri presso Massa di Somma.

Proseguendo su un sentiero in discreta salita, facendo attenzione ai segnavia verdi, raggiungeremo un paio di balconate che mostreranno le due facce del nostro vulcano, quella dell’anello urbanizzato che lo strozza e la natura, che resiste, sostanzialmente ancora intatta, nella valle dell’Inferno. Verso i 2,13 km a 967 mslm, il percorso incomincia a essere poco leggibile anche perché i segnavia, nascosti dalla vegetazione, non sono sempre visibili oltre che privi di riferimenti.

Ai 1.092 metri, dopo 2,72 km e dopo il riferimento di una x rossa, segnata su un segnavia grezzo, inizia un tratto ripido e sdrucciolevole, anche in questo caso, oltre l’ovvia prudenza, sono necessari i bastoncini telescopici per un migliore equilibrio. Raggiunti i 1.107 m. prestare attenzione al ciglio a strapiombo e mantenere la sinistra, facendo molta attenzione al sentiero non sempre segnato, ad eccezion fatta di qualche segnavia.Scendendo ai 1.098 e mantenendosi con attenzione a sinistra della cresta, ci si imbatte dopo poco, sulla destra, in una frana, molto pericolosa perché seminascosta e non segnalata, ad eccezion fatta dei nastrini di plastica bianco-rossi che ne annunciano l’imminenza. Ad ogni modo sarebbe opportuno aggirare l’ostacolo seguendo una scomoda ma più sicura bretella, anch’essa segnalata dai nastrini.

Poco dopo il percorso scende ripidamente verso valle e bisogna prestare la dovuta attenzione prima di guadagnare sulla destra il sentiero boschivo, immerso tra i castagni bardati di frondosi licheni. Purtroppo, a quota 1.084, dopo 3,60 km di percorso, prima di voltare a destra per l’ultima ascensione verso il Nasone, incontriamo i primi residui delle festività sommesi (il Sabato dei Fuochi e il Tre della Croce). Purtroppo la passione dei cittadini di Somma Vesuviana non sempre corrisponde a un corretto senso civico. La discarica, e non è un esagerazione l’uso del termine, accoglie gli escursionisti man mano che ci si avvicina alle baracche che annunciano la cima, ‘O Ciglio.

A m. 1.114, a fianco di una grande croce di ferro, incontriamo la piccola cappella della “Mamma Schiavona”. Lì, in questo grazioso luogo di pietas popolare, troverete custodito un libro di quota dove potrete apporre la vostra firma a sugello della vostra piccola grande impresa. Dopo essersi ristorati si segue lo stradello che da dietro l’edificio sacro conduce al punto più alto dell’itinerario. Da punta Nasone si potrà ammirare il Gran Cono, tutta la Valle dell’Inferno fino all’Atrio del Cavallo, intravedendo il Golfo. E alla nostra sinistra invece, tra i Cognoli e il Vesuvio si può scorgere anche un tratto di penisola Sorrentina.

Nella discesa verso valle manteniamo la sinistra, evitando di scendere nel canalone scavato dalle acque piovane (che conduce comunque al sentiero ma è molto più scomodo e faticoso). Il tragitto, dapprima ripido, degrada gradualmente in una serie numerosa di curve che ne agevolano la percorrenza. A quota 792, sullo sbocco del sentiero appena percorso, sulla destra, ne parte un altro di conness

ione col sentiero n°2. Dopo 5,49 km, si è giunti finalmente sul piano, presso un’edicola votiva, sempre dedicata alla Madonna, e un paio di baracche ad uso festa e scampagnata, e anche in questo caso i rifiuti non mancheranno.

A questo punto ci separano dal termine dell’anello circa sei chilometri di facile percorso, dove solo la stanchezza e qualche albero caduto potranno rallentare la nostra tranquilla marcia nel bosco mesofilo (bosco umido) e, con un po’ di fortuna e molta attenzione potremmo incontrare qualche volpacchiotto alle prime armi.

In conclusione gradirei segnalare l’azione di quei sommesi che salvaguardano il sentiero dalla parte del loro versante natio, così come il loro impegno a salvaguardare una tradizione che sfida l’avanzare dei tempi. Ciò nonostante, è da sottolineare anche l’altra faccia della medaglia, quella dell’inciviltà dimostrata a più riprese durante i festeggiamenti, recenti e passati. Cosa questa che vanifica l’operato dei cittadini più virtuosi e l’immagine i un luogo unico.

testo di Ciro Teodonno

Ci teniamo a segnalarvi che domenica cambia l’orario, passeremo all’ora solare, porteremo le lancette dell’orologio di un’ora indietro.

Ricordiamo inoltre di munirvi di attrezzatura adeguata come scarpe e bastoncini da trekking…oltre alla solita e ricca colazione a sacco…

La partecipazione all’escursioni naturalistiche è libera priva da ogni forma di imposizione e l’adesione alle escursioni viene data in uno stato di totale coscienza da parte del partecipante. L’associazione e gli organizzatori delle escursioni sono esonerati da qualsiasi tipo di responsabilità in quanto ogni eventuale danno alla persona od a cose occorse nella effettuazione dell’escursione deve intendersi coperta dal consenso dato dal partecipante che ne assume tutta la responsabilità della sua partecipazione e presenza all’escursione naturalistica. Ogni escursione può essere modificata o soppressa da parte dell’associazione per motivi organizzativi o meteorologici.

 

Walk of Life

Domenica 29 maggio 2011

Punta Campanella

Partecipa anche tu al Cammino per la Ricerca, attraverso un’iniziativa di Telethon e Federparchi, Ulyxes ti accompagnerà a Punta Campanella area territoriale della Riserva è caratterizzata da un’omogeneità paesaggistica e naturalistica di rilevanza mondiale, dalla qualità storica e culturale dei siti, dalla presenza di insediamenti turistici, di artigianato agro-alimentare e artistico, da attività commerciali e servizi turistici di elevata qualità. Per la natura calcarea della penisola, la zona è stata soggetta ad intensi fenomeni carsici che hanno prodotto un numero considerevole di cavità emerse, divenute subacquee a seguito di movimenti tettonici e dell’innalzamento del livello del mare. Tra le più spettacolari, la Grotta della Cala di Mitigliano nella quale, a poca profondità, si può esplorare il suggestivo mondo delle grotte oscure sottomarine. Luogo in cui nell’antichità sorgeva il tempio di Atena – Minerva. Il Promontorio Ateneo, come lo chiamavano i greci, ha ospitato nel corso dei secoli, per ragioni di culto o militari, templi e stazioni di commercio, opere difensive e ville patrizie. Oggi, però, non resta quasi nulla di queste opere.


Nei pressi della torre c’è un’antica scalinata che conduce fino alla grotta delle Sirene, cavità in cui il riverbero delle onde del mare, assieme ai soffusi riflessi che si insinuano da tre aperture attigue, contribuisce ad incrementare quell’aura mistica già brulicante di leggende. Lungo questa discesa a mare è scolpita, sulla parete rocciosa, un’epigrafe rupestre in lingua osca del II secolo a.C. Essa, scoperta nel 1985 dal prof. Mario Russo, menziona i nomi dei tre Meddices Minervii (Magistrati di Minerva) che appaltarono i lavori di costruzione dell’approdo e della scala di levante che conduceva al santuario.
E’ necessaria circa un’ora, percorrendo l’antica via Minervia (ancora parzialmente pavimentata con il basolato romano), per fare ritorno alla piazza di Santa Croce. E’ questo il momento più rilassante dell’ intera passeggiata, l’occasione ideale per contemplare

quello scenario che un tempo fu il regno delle mitiche Sirene e della navigazione di Ulisse. Durante la salita sarà bene voltarsi indietro per ammirare il Monte San Costanzo che, con il calare della luce, ci mostra tutta la sua candida e spoglia roccia, e lascia intuire il significato del suo antico nome di Monte Canuto. Dopo poche centinaia di metri la Torre di Fossa Papa, dall’alto della sua elegante maestosità, sembra ora salutare la nostra passeggiata prima del tratto conclusivo che affaccia sulla spettacolare cala di Mitigliano.

Per partecipare bisogna prenotare presso la Pro-Loco di Piano di Sorrento telefonando a Domenico Cinque cell. 3290052687 o scrivendo a info@prolocopianodisorrento.it

Ritrovo ore 9:00 Piazza Cota, dove un autobus ci condurrà a Termini e terminata l’escursione ci riporterà indietro a Piano di Sorrento.

Le nostre foto