Martedì 1 Novembre 2005 – Praiano – Grotta S. Barbara – Colle la Serra – Nocelle.
Attenzione,
stavolta siamo in tre!!! Io, Nino e …Maurizio, “chi è Maurizio?”,
va bè questa è una barzelletta del Professore, ve la racconto un’altra
volta. Maurizio è uno dei tanti amici che dice sempre di voler partecipare, e
stavolta ci è riuscito, per sua somma soddisfazione, spero.
Bando
alle chiacchiere, andiamo al sodo, l’appuntamento è al solito orario,
ore 7:00, si parte subito per Praiano, versante sud, il sentiero dell’ultima
escursione, la giornata è molto umida e non lascia molte speranze di fare
ottime fotografie.
Attraversiamo
baldanzosi il primo tratto di sentiero, descrivendo al nostro nuovo amico,
l’ultima escursione facendogli notare il versante opposto, e più precisamente
il Sentiero dell’agave in fiore, ma poi ci viene in mente che parte del
percorso di oggi l’abbiamo svolto proprio un anno fa. (vedi escursioni 2004
– 1 novembre).
Attraversiamo
tranquillamente tutto il tracciato in terra battuta del vallone di Praia fino a
raggiungere la deviazione sita a metà di quest’ultimo, qui cominciano gli
scaloni in pietra e il nostro fiatone; indichiamo verso l’alto a Maurizio la
nostra meta, la grotta di S. Barbara, un antico complesso ipogeo che risale al
periodo in cui la zona ricevette l’arrivo di monaci ortodossi grecofoni in
fuga dalla Sicilia e dalla Calabria per via della conquista araba di quelle
regioni nei secoli IX e X (come ci descrive il nostro amico: http//jerula.blog.kataweb.it).
Qui
incontriamo una coppia di escursionisti stranieri, e mentre Maurizio prenota il
pranzo al telefono, io e Nino notiamo alcune pelli secche di serpente che di
recente hanno fatto la muta, proseguiamo la nostra escursione anche nella grotta
dei drappi, così chiamata evidentemente per le curiose conformazioni calcaree
di tale forma.
A Colle
la Serra facciamo una breve sosta per colmare il vuoto allo stomaco con delle gocciole
al cioccolato, e mandaranci, poi proseguiamo e scendendo i gradini che
affacciano sul golfo di Salerno, ci accorgiamo con nostro grande rammarico che
c’è una velo di foschia calato sul panorama più bello del mondo, che
consente di vedere al visitatore la costiera amalfitana fino a Capri.
Maurizio
ha appurato finalmente dove va a pranzo, e continuiamo ad incontrare
sempre più escursionisti di varia provenienza, intanto scattiamo delle foto
mentre continuiamo ad ammirare questo meraviglioso sentiero degli dei; sotto
Punta Paipo, dove c’è una piccola nicchia, simile a quelle delle chiese dove
vengono riposte le statue dei santi, erigiamo la nostra immancabile turrita, che
in quest’occasione porta sulla sua sommità un fungo raccolto lungo il
cammino.
Passiamo
il tratto roccioso del crinale, e ci portiamo sotto la fresca ombra dei lecci,
delle roverelle e dei corbezzoli
dai loro frutti rossastri, si sente anche il gracchiare di qualche corvo
imperiale in lotta per il territorio o per dare le ultime istruzioni ai loro
piccoli prima che cominci il rigido inverno.
Ci
siamo, in poco tempo raggiungiamo l’abitato di Nocelle, oggi stracolma di
turisti per l’ultimo ponte dell’anno; viene ad accoglierci la moglie di
Maurizio per darci uno strappo fino a Montepertuso, dove abbiamo
l’appuntamento con la mia vespa e l’inatteso incontro con un biacco (un
rettile completamente nero) mentre assolvo un comune compito fisiologico,
simpatico no?